Laboratori di performance e Autoindagine

Può una performance offrirci una nuova visione di noi stessi?

La Performance Art come strumento di auto indagine

WORKSHOP ESPERIENZIALI

 

Un incontro mirato a sfruttare le potenzialità della performance art come strumento di auto-indagine, di incontro con se stessi e con l’altro.

Il workshop è l’occasione per favorire nei partecipanti un ascolto interiore nuovo e inaspettato, un momento di consapevolezza attraverso l’atto creativo.

Dopo una breve introduzione teorica tutti i partecipanti hanno la possibilità di sperimentare in prima persona una delle performance proposte e di partecipare alle performance degli altri partecipanti.

Tutte le performance proposte offrono uno strumento d’introspezione e creano uno spazio d’incontro con se stessi e con l’altro come specchio.
Non è necessaria nessuna esperienza teatrale.

Uno dei focus del lavoro è il sostegno di un processo creativo libero e consapevole. Questo metodo si è quindi dimostrato molto utile e d’ispirazione per attori e chiunque lavori nei campi artistici ed espressivi.

  • Può una performance permetterci di indagare in profondità dentro di noi?
  • Può una performance aiutarci a mettere a fuoco blocchi e condizionamenti?
  • Può una performance farci esplorare nuove parti di noi?
  • Può una performance mettere in luce i nostri talenti?

I laboratori si centrano su un lavoro di gruppo come nella prassi di una normale compagnia teatrale dove c’è una direzione artistica generale ma dove ogni singolo partecipante è anche invitato a contribuire ad una creazione e sperimentazione collettiva.

Ciascuno sarà accompagnato ed ispirato anche nella creazione di nuove opere performative e interattive originali partendo dalle proprie “domande” e da tutto ciò che vuole essere esplorato nel momento.

* Per chi vorrà i laboratori sono propedeutici alla partecipazione come perfomers agli spettacoli di arte e performance interattive pubbliche create da Dafna Moscati.

L'arte interattiva è come la vita: completamente imprevedibile

Il mio interesse e la mia specificità come artista e regista è di invitare all’Investigazione profonda, attraverso l’esperienza diretta, creando contenuti e strategie che rendano il pubblico PROTAGONISTA nell’opera stessa e partecipante attivo in prima persona.

L’uomo non è prevedibile, l’uomo è un’apertura continua, una potenzialità per mille e una cosa. … E se hai vissuto quel momento con un piacere così grande che ti ha fatto crescere interiormente, non puoi essere la stessa persona dopo un atto creativo!

Ciò che mi affascina dell’arte Interattiva è che è come la Vita… completamente imprevedibile e nuova ogni volta. E quando pensi di averla capita, ti sorprende!”

VIDEO

Testimonianze

Cara amica/o ho partecipato ad un laboratorio che manco lo sapevo si chiama ‘performance e auto indagine’ all’interno di un evento Festival Troia Teatro e precisamente la tredicesima edizione con un titolo ‘esperire’. E’ stato un laboratorio che ha allineato tanti  punti delle mie traiettorie con tante ‘coincidenze’ che mi hanno fatto vivere più pienamente chi sono, con chi sono, dove sto andando e dove stiamo andando. Lo stormo che si è creato è stato enzimato da due persone dolcisssime ma puntuali. Si è creata subito una atmosfera di utero devoto dove ci si sta bene insieme cogliendo proficue le differenze e le diversità, dove le parti più profonde sono accolte ed ascoltate e lo scambio diventa moneta introvabile e preziosa.

E sicuramente come ogni cosa vera non potevamo nasconderla ed è diventata spinta verso la condivisione con il ‘publico’ che è diventato protagonista e si è sentito alla pari con noi da ‘confondere’ le parti: attori/spettatori e spettatori/attori. in effetti ognuno ha dato e ricevuto e ricevendo ha dato. E non è semplice in un mondo che continua a frantumarci, a considerare categorie opposte chi ha il ruolo di dare e chi di ricevere. Riuscire a sentirsi  unici nella propria specificità, cara amica/o, passa anche dal considerarsi enzima unico e unico substrato insomma ‘substrima’. Con gratitudine!

Sono molto contenta, mi sento arricchita da questo laboratorio, che mi ha permesso di avvicinarmi a me stessa,nella maniera più profonda e più semplice allo stesso tempo.
Descriverei il laboratorio di performance e autoindagine, come uno spazio in cui mettere da parte ogni costrizione,ansia, urgenza,scopo, di cui è piena la vita quotidiana, e concentrarsi piuttosto sulla parte più autentica e più spontanea di se stessi.
Attraverso il laboratorio di performance è possibile mettersi in comunicazione con l’altro, attraverso il canale delle emozioni.
Lo spettacolo interattivo è quindi, uno scambio di incontri,in cui non ci sono attori, ma persone che siano capaci di mettersi in sintonia con l’altro, di scuotere qualcosa al suo interno.
Spero di portare sempre con me quello che mi avete insegnato, spero che riuscirò sempre a mettermi in relazione con gli altri, nella maniera più autentica possibile, più “presente” possibile.Grazie di cuore!

Io non ho ancora capito niente ma mi è piaciuto molto esplorare il mondo dell’arte da questo nuovo punto di vista.Mi ha colpito molto l’idea di poter fare della nostra urgenza un motivo di espressione “artistica”.

Grazie per  questa esperienza pazza!

Sono stata piacevolmente stupita dalla modalità del corso, mi sembra un ottimo lavoro per aprire il canale per esprimere creatività o arte.

Dopo l’esperienza ho sentito forte un senso di espansione che è stato molto bello. Mi sono arrivate un sacco di idee creative.

E’ stato uno spazio dove il giudizio era assente e questo, almeno per me, è stato molto significativo. E’ stato anche uno spazio accogliente, dove ciascuno di noi aveva un significato.Più volte ho respirato un’energia molto forte in bilico tra stupore e un profondo silenzio.

Grazie mille per la bella esperienza.

Quando sono uscita da questo corso avevo gli occhi così grandi che mai li avevo visti così!

Tutti gli “assaggi” sono stati interessanti e hanno lasciato qualcosa.

Una delle cose più piacevoli è sicuramente stata la leggerezza e quindi la liberà di poter dire o fare quello che ciascuno sentiva. Grazie per la generosità che ci hai regalato.

Mi è sembrato uno studio delle convenzioni comportamentali personali e di gruppo, da questa comprensione credo possano scaturire molteplici occasioni di coinvolgimento di un pubblico, attraverso anche il ricreare, inscenandoli, percorsi di comprensione personali, coinvolgenti e sorprendenti che creano poi la riflessione. Direi che il titolo di Arte Interattiva si addice perfettamente. E’ infatti un’esplorazione interattiva di uno spazio di essenza profonda sotto forma di performance, teatro e arti visive. E’ la proposta di occasioni, per il pubblico e per i performer, di ricordare e di abitare uno spazio di espressione universale.

Se dovessi spiegare a qualcuno in cosa consiste questo lavoro in seguito al primo assaggio direi che si tratta di un laboratorio in cui si esperimentano, tramite delle performances, diversi modi di espressione “artistica” Partendo da tecniche/spunti/idee che l’artista, Dafna, indica ai partecipanti, si assumono diversi ruoli – osservatore o performer – e si mette in scena la performance. Ci sono anche momenti di condivisione col gruppo propedeutici alla nascita di nuove performances (legate ad interessi particolari dei partecipanti) e che servono a dare coesione al gruppo, a mettere a fuoco le proprie idee/riflessioni/osservazioni ed infine a mettersi in gioco.

E’ un lavoro che ti permette di mettersi in gioco al fine di creare una manifestazione creativa/emozionale interattiva tra chi fa parte dello spettacolo da dentro e chi fa lo spettacolo da fuori… ecco, direi che è il connubio tra l’incontro, il punto di incontro, tra due realtà che sembrano agli opposti, “performer” e “pubblico”, “osservato” e “osservatore”, ma che in realtà sono un’unica performance, un’unica “Presenza” dove tutto ha origine e dove tutto scompare, si dissolve, lasciando spazio a nuove possibilità di Essere, di apparire/comparire/scomparire.

Mi ha risvegliato l’attenzione su alcune modalità con cui interagisco nel gruppo, definirei questo approccio molto interessante.Il laboratorio mi ha fatto ritrovare una dimensione gioiosa vissuta nella mia infanzia e l’ha portata alla memoria, nella mente e nelle sensazioni del corpo

Grazie di cuore tutto questo ha il suo NonSenso ed è meraviglioso.Si tratta di presenza e di interazione-ispirazione alla presenza e stimolare molte domande!!!

La noia dell’apparente atto ripetitivo nasconde un mondo. Ciò che siamo, la meraviglia del momento. E’ un viaggio!

E’ stata una esperienza profonda, sentita. Credo che sia stata una meravigliosa occasione per conoscersi e riconoscersi improvvisare e sdrammatizzare!

Vedere l’altro esposto ma non vulnerabile. Sottile equilibrio tra accompagnare e dirigere

La sorpresa e creare stimolante tensione, ciò che accade partecipando crea l’opera. Ciò che accade accade con Te. Generosità verso te stesso. Attiva la co-creazione.

Dopo poco si è creata un’intesa sottile, un’esperienza bellissima di sguardi e sorrisi. Fantastico fare da spalla nelle improvvisazioni.

Mi sono sentito incredibilmente a mio agio con persone mai viste. Preziose interruzioni al mentale. Il gioco, la sorpresa, l’espressione, stare nello spazio del non sapere, semplice bellezza, divertimento.

Noto il mondo di possibilità che si apre quando mi metto ‘in gioco’. Sento una profonda gratitudine nel poter notare e godere delle infinite sfaccettature delle persone ed anche di me.

Questo modo di esplorazione e di gioco mi ha colpito molto lo trovo molto interessante. Mi piace l’ignoto di questo lavoro ed è bellissimo vedere le diverse reazioni di tutti.

Bellissimi i momenti di attesa in cui non so cosa sta per accadere, la curiosità dell’inaspettato. Gli altri muovono e toccano molte emozioni

E’ uno stimolo ad uscire dalle continue scatole che la mente crea, ti mette di fronte alla paura di sbagliare. Noti la bellezza delle espressioni e delle forme.

E’ una possibilità di espressione di performance che non avevo mai preso in considerazione.

Grazie di cuore Dafna per il tuo lavoro e la tua presenza, delicata e professionale, profonda e toccante…
Ho avuto modo di mettermi in gioco, osservando, osservandomi, ascoltando e sentendo, dove ho ritrovato una mia fluidita’ o ancora resistenze non superate. Sono felice di averti incontrata…
Mi rendo conto che il lavoro su se stessi non termina mai, ed e’ meraviglioso potersi fidare di qualcuno che ti arriva al cuore. Spesso capita che la fiducia riposta nelle mani e nello spirito di altri, si riveli un grande delusione. Sono grata per poter affermare che con te e’ stata una conferma

Durante il laboratorio di Performance e Arte Interattiva mi sento a mio agio. Mi sento esattamente dove dovrei essere. Il mondo lí fuori scompare e ció che appare è un bambino che ha fame di riconoscersi, che si sento sostenuto, al sicuro, compreso, stimolato a comprendersi in profonditá attraverso nuove chiavi di lettura. Mi sento vivo, ricettivo, curioso, nutrito dalla bellezza di chi è lí con me, e sempre un pó piú stupito dalla facilitá con cui mi sperimento, cosa per me non affatto scontata. Come se in quello spazio i limiti che spesso vivo nel quotidiano perdessero potere. Trovo che l’incontro non si conclude mai davvero. Lascia una scia di luce, un senso di rinnovata fiducia, verso me stesso e le mie potenzialitá. Grazie.

Mi sono portata via con me dal workshop le tante cose che ho potuto notare a cui non avevo pensato prima. E’ prezioso poter passare e condividere del tempo e spazio di qualità nella ricerca e nella crescita

Mi ha colpito molto la sincronicità delle tematiche nelle performance che ho scelto e poi creato e in quelle in cui mi hanno chiesto di partecipare

Questo tipo di lavoro aiuta a conoscere se stessi in modo giocoso ma anche profondo, riflessivo e interessante

L’atmosfera è quella di gioco e presenza nel gioco. C’è molta libertà di ascoltare se stessi e di esprimersi. Uno spazio dove confrontarsi con gli altri senza usare le maschere che a volte la vita ci convince ad indossare e che qui vengono tolte

Performando e giocando sulle proprie emozioni e sensazioni nascono tanti spunti di riflessione

È stato un workshop molto nutriente. L’osservazione e l’interazione con gli altri mi ha permesso di esternare spontaneamente ciò che ora per me sono dei punti di riflessione importanti. Il mio intento era di mettermi in gioco attraverso un ‘mezzo nuovo’ e questo si è realizzato. Ciò che mi ha piacevolmente stupito è che tutto questo si è svolto in maniera divertente e piacevole

Nel workshop ci si focalizza sulla creazione e la condivisione è insita in essa, poichè è un linguaggio praticamente universale. È come se facendo proprio quelle azioni e quelle scelte, mi si svelassero delle questioni che razionalmente non ero ancora riuscita a comprendere

Il focus del lavoro è sull’atto creativo e i vari messaggi emergono naturalmente grazie al processo stesso e ai feedback esterni.

L’Autoindagine infatti accade come conseguenza spontanea di un processo creativo libero, dove nel corso della creazione e della presentazione della nuova performance si possono comprendere molte cose su di noi.

Partendo dal tema stesso che scegliamo, che ci riguarda e poi il farne esperienza diretta ci porta inevitabilmente alla comprensione di alcuni aspetti più nascosti. Al tempo stesso partecipiamo anche alla performance degli altri partecipanti facendo così esperienza diretta di altri contesti che in modi diversi ci riguardano.

È un processo di sperimentazione e libera creazione di alcune tematiche che ci riguardano in prima persona grazie all’utilizzo della performance art

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